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Metano, il Consiglio Ue chiede un anno in più per gli obblighi sulle importazioni

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Il 6 novembre 2026 il Consiglio dell'Unione europea ha definito la propria posizione sulla proposta della Commissione di modificare il regolamento europeo sul metano del 2024: gli Stati membri chiedono di rinviare di un anno diversi obblighi per chi importa gas naturale, petrolio greggio e carbone nell'Ue.

Le nuove scadenze

La proposta era stata presentata dalla Commissione il 14 ottobre 2026. I governi ne hanno mantenuto l'impianto, con questo calendario:

  • gli obblighi di monitoraggio, comunicazione e verifica delle emissioni per gli importatori partirebbero dal 1° gennaio 2028 invece che dal 1° gennaio 2027;
  • la comunicazione dell'intensità di metano, per importatori e produttori europei, slitterebbe dal 5 agosto 2028 al 5 agosto 2029;
  • il rispetto dei livelli massimi di intensità di metano passerebbe dal 5 agosto 2030 al 5 agosto 2031.

Il regolamento, adottato nel 2024, impone al settore energetico di misurare, comunicare e verificare le emissioni di metano, con regole che riguardano anche il gas, il petrolio e il carbone importati.

Perché il rinvio

Secondo il Consiglio, la scelta serve a non aggiungere pressione sulla sicurezza degli approvvigionamenti, in una fase in cui i mercati dell'energia risentono delle tensioni legate al conflitto in Medio Oriente. Il ministro irlandese per il clima e l'energia Darragh O'Brien, il cui Paese ha la presidenza di turno del Consiglio, ha parlato di forti pressioni sui mercati energetici mondiali, che fanno salire i prezzi nell'Ue.

Il testo prevede anche una verifica: entro il 30 settembre 2027 la Commissione dovrà valutare se sono pronte le condizioni per applicare gli obblighi, tra cui un numero sufficiente di verificatori indipendenti e le regole per lo scambio di informazioni tra produttori e importatori. In caso contrario, gli obblighi legati alle importazioni potrebbero slittare di un altro anno.

I prossimi passi

La posizione del Consiglio deve ora essere negoziata con il Parlamento europeo. L'obiettivo dichiarato è chiudere l'accordo in tempo perché il rinvio sia in vigore entro la fine del 2026, prima che le regole attuali comincino ad applicarsi il 1° gennaio 2027.

Fonti Consiglio dell'Unione europea, Radiocor - Il Sole 24 Ore, The Brussels Times

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