Migrazione, la Commissione Ue conferma l'Italia tra i Paesi sotto pressione

La Commissione europea ha avviato il 6 novembre 2026 il secondo ciclo annuale di gestione della migrazione previsto dal Patto sulla migrazione e l'asilo. Nella sua valutazione l'Italia figura, insieme a Grecia, Cipro e Spagna, tra gli Stati membri considerati sotto pressione migratoria, che potranno quindi accedere alla riserva di solidarietà europea.
I Paesi sotto pressione e quelli a rischio
Per Grecia e Cipro la Commissione indica come motivo il numero sproporzionato di arrivi nell'ultimo anno. Per l'Italia pesa il numero sproporzionato di arrivi dopo le operazioni di ricerca e soccorso in mare, mentre per la Spagna la valutazione tiene conto della situazione generale e dell'episodio di Ceuta. L'accesso alla solidarietà per questi quattro Paesi resta legato alla continua applicazione delle norme sulla responsabilità.
Altri quindici Stati sono considerati a rischio di pressione migratoria: Belgio, Cechia, Germania, Estonia, Irlanda, Francia, Croazia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Polonia, Romania, Slovenia e Finlandia. Avranno un accesso prioritario agli strumenti di sostegno dell'Ue e la loro situazione potrà essere rivalutata rapidamente, se necessario.
Bulgaria, Cechia, Estonia, Croazia, Austria e Polonia si trovano invece in una situazione migratoria significativa per l'effetto cumulativo degli arrivi degli ultimi cinque anni. Potranno chiedere al Consiglio di ridurre, in tutto o in parte, i propri contributi alla riserva di solidarietà dell'anno successivo.
La riserva di solidarietà per il 2027
Insieme alla valutazione, la Commissione ha presentato la relazione annuale sull'asilo e la migrazione e una proposta di riserva di solidarietà per il 2027, che non è stata resa pubblica. Spetterà ora al Consiglio dell'Ue stabilire la dimensione complessiva della riserva e il contributo di ciascuno Stato membro. Secondo la Commissione, il tasso di rimpatrio a livello europeo ha superato il 30%.



Lascia un commento
Stai rispondendo a ·