Allargamento Ue, tabelle di marcia per quattro Paesi candidati

Mercoledì 4 novembre 2026 la Commissione europea ha adottato il pacchetto annuale sull'allargamento, il documento che valuta i progressi dei Paesi che vogliono entrare nell'Unione. Bruxelles ha proposto tabelle di marcia indicative per i quattro candidati più avanzati nei negoziati: Montenegro, Albania, Moldavia e Ucraina.
Le tappe per i quattro candidati
Le tabelle di marcia fissano obiettivi concreti per l'anno successivo e potranno essere aggiornate dalla Commissione man mano che le condizioni vengono rispettate.
- Montenegro: ha già chiuso in via provvisoria 21 capitoli negoziali e, con l'accordo degli Stati membri, potrebbe chiudere i restanti entro la fine del 2026.
- Albania: ha aperto l'ultimo gruppo di capitoli e raggiunto i parametri intermedi sullo Stato di diritto, aprendo la strada alla chiusura provvisoria di quattro capitoli. L'obiettivo è concludere i negoziati entro il 2027.
- Moldavia: nell'ultimo anno ha aperto quattro gruppi di capitoli e punta a chiudere i negoziati entro l'inizio del 2028.
- Ucraina: anche Kiev ha aperto quattro gruppi di capitoli nell'ultimo anno, con l'obiettivo di concludere i negoziati entro la fine del 2028.
Presentando il pacchetto, la presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha affermato che i progressi di alcuni candidati permettono di trasformare la promessa dell'allargamento in realtà.
Integrazione graduale e altri Paesi
La Commissione ha presentato anche una mappatura degli strumenti già esistenti per avvicinare i candidati all'Unione in quattro settori strategici: energia, trasporti, digitale e difesa. Nei prossimi sei mesi avvierà con ciascun Paese un dialogo su questa integrazione graduale.
Il pacchetto valuta anche Serbia, Macedonia del Nord, Bosnia-Erzegovina, Kosovo, Georgia e Turchia. Per la Serbia la Commissione non ha rilevato progressi sostanziali nei negoziati nell'ultimo anno.
I prossimi passi
Le raccomandazioni della Commissione passano ora al Consiglio dell'Ue, dove i governi dei 27 Stati membri decideranno come procedere.



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