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Borsa di studio università: requisiti, importi e programmi UE

Come funziona la borsa di studio universitaria nel 2026/2027: ISEE e ISPE, importi minimi, fondi PNRR, regole UE per chi studia all'estero ed Erasmus Mundus.

Aula universitaria vuota con file di banchi e sedie in legno
Indice
  1. Cos'è la borsa di studio per il diritto allo studio
  2. Chi può chiedere la borsa di studio università: ISEE e ISPE
  3. Quanto vale la borsa: gli importi minimi 2026/2027
  4. Il contributo del PNRR alle borse
  5. Studiare in un altro Paese UE: tasse e aiuti economici
  6. Erasmus+ ed Erasmus Mundus: le borse finanziate dall'Unione
  7. Come fare domanda e cosa controllare nel bando
  8. Domande frequenti

La borsa di studio università è il principale aiuto economico che lo Stato e le Regioni mettono a disposizione di chi vuole frequentare un corso di laurea ma non ha mezzi sufficienti. Si chiede ogni anno con un bando, dipende dall'ISEE della famiglia e dal rendimento negli studi, e per l'anno accademico 2026/2027 parte da quasi 2.900 euro per chi studia nella propria città fino a oltre 7.100 euro per i fuori sede. Accanto alle borse italiane esistono poi le opportunità finanziate dall'Unione europea, da Erasmus+ a Erasmus Mundus, e alcune regole UE che valgono per chi decide di iscriversi in un altro Paese membro.

Cos'è la borsa di studio per il diritto allo studio

La base è l'articolo 34 della Costituzione, che riconosce ai giovani capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, il diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. La disciplina di riferimento è il decreto legislativo 68 del 2012, che ha riordinato le regole sul diritto allo studio universitario, mentre il decreto ministeriale 1320 del 2021 ha aumentato il valore delle borse e fissato i requisiti per ottenerle.

In pratica le borse non le paga direttamente il Ministero dell'Università e della Ricerca (MUR). Il Ministero ripartisce ogni anno il Fondo integrativo statale tra gli enti che gestiscono il diritto allo studio, che a loro volta pubblicano i bandi e versano le somme agli studenti. A seconda della Regione, l'ente può essere un'agenzia regionale dedicata oppure l'università stessa. Per questo date, moduli e alcune regole cambiano da un territorio all'altro.

Chi può chiedere la borsa di studio università: ISEE e ISPE

Per partecipare servono due condizioni: rientrare nei limiti economici e soddisfare i requisiti di merito indicati nel bando. Sul fronte economico contano due indicatori. Il primo è l'ISEE, che misura la situazione economica complessiva del nucleo familiare. Il secondo è l'ISPE, l'indicatore della situazione patrimoniale equivalente, che considera il patrimonio immobiliare e mobiliare della famiglia.

Per il 2026/2027 il decreto direttoriale n. 176 del 10 febbraio 2026 ha fissato il limite massimo ISEE a 28.339,88 euro e quello ISPE a 61.608,48 euro, con un aumento dell'1,4% rispetto all'anno precedente, pari alla variazione media dei prezzi al consumo nel 2025 calcolata dall'Istat. Si tratta di tetti nazionali: ogni Regione indica nel proprio bando le soglie che applica, che possono essere più basse. La Lombardia, per esempio, per il 2026/2027 ha fissato la soglia ISEE a 26.887,93 euro e quella ISPE a 58.452,06 euro.

Per il merito, i bandi chiedono di solito requisiti diversi tra chi si iscrive al primo anno e chi è già iscritto agli anni successivi. Le regole precise, come il numero di crediti da avere entro una certa data, si leggono nel bando del proprio ente.

Quanto vale la borsa: gli importi minimi 2026/2027

L'importo dipende da dove vive lo studente rispetto alla sede del corso. Il decreto direttoriale n. 175 del 10 febbraio 2026 ha aggiornato gli importi minimi, anche in questo caso con un aumento dell'1,4%.

Tipo di studenteImporto minimo 2025/2026Importo minimo 2026/2027
Fuori sede7.072,10 euro7.171,11 euro
Pendolare4.132,85 euro4.190,71 euro
In sede2.850,26 euro2.890,16 euro

Sono valori minimi: le Regioni possono prevedere importi più alti o maggiorazioni. La Lombardia, ad esempio, indica maggiorazioni fino al 15% per le situazioni economiche più fragili e fino al 40% per gli studenti con disabilità. La definizione esatta di fuori sede, pendolare e in sede, legata alla distanza o ai tempi di viaggio, è anch'essa scritta nel bando.

Il contributo del PNRR alle borse

Una parte delle risorse arriva dall'Unione europea attraverso il Piano nazionale di ripresa e resilienza. La misura dedicata è l'investimento 1.7 della Missione 4, che vale 3,03 miliardi di euro e ha l'obiettivo di aumentare il numero di borse per garantire a tutti un accesso più equo all'università, con attenzione agli studenti in difficoltà economica. Il Ministero assegna questi fondi agli enti per il diritto allo studio con appositi decreti: l'ultimo, il n. 180 dell'11 febbraio 2026, riguarda l'anno accademico 2025/2026.

Studiare in un altro Paese UE: tasse e aiuti economici

Chi sceglie di iscriversi a un'università di un altro Stato membro ha alcune tutele garantite dal diritto europeo. Come spiega la pagina Your Europe su tasse universitarie e sostegno finanziario, a uno studente cittadino dell'UE non possono essere chieste tasse più alte di quelle pagate dagli studenti del Paese ospitante, e ha diritto alle stesse borse che coprono le tasse di iscrizione.

La parità di trattamento invece non vale necessariamente per le borse di mantenimento e per i prestiti, cioè per gli aiuti che servono a pagare affitto e spese quotidiane. Ogni Paese decide se concederli agli studenti stranieri. Chi vive da almeno cinque anni nel Paese in cui studia ha però diritto a queste borse alle stesse condizioni dei cittadini. Anche il Paese di origine può decidere di sostenere chi studia all'estero, di norma solo per un periodo limitato.

Erasmus+ ed Erasmus Mundus: le borse finanziate dall'Unione

Il programma europeo più noto è Erasmus+. Chi parte per un periodo di studio con Erasmus+ non paga le tasse all'università ospitante, riceve un contributo dell'UE per le spese di viaggio e di soggiorno e, se completa il programma concordato prima della partenza, si vede riconoscere il periodo all'estero dalla propria università. Le regole e gli importi si trovano nei bandi Erasmus pubblicati dai singoli atenei.

Per chi ha già una laurea di primo livello ci sono gli Erasmus Mundus Joint Masters, corsi di laurea magistrale organizzati da consorzi di università di più Paesi, con periodi di studio in almeno due Stati. Le borse Erasmus Mundus valgono 1.400 euro al mese per un massimo di 24 mesi. La domanda non si presenta alla Commissione ma direttamente al consorzio che organizza il master, seguendo le scadenze indicate sul suo sito; il catalogo dei corsi attivi è pubblicato dall'agenzia esecutiva europea EACEA. Non può candidarsi chi ha già ricevuto in passato una borsa di questo tipo.

Come fare domanda e cosa controllare nel bando

I bandi per il diritto allo studio sono pubblicati ogni anno dall'ente competente e la domanda si presenta in genere online, sul portale dell'ente regionale o dell'università. Prima di inviarla è utile verificare alcuni punti:

  • le soglie ISEE e ISPE applicate dalla propria Regione, che possono essere più basse dei limiti nazionali;
  • i requisiti di merito richiesti per il proprio anno di corso;
  • come viene definito lo status di fuori sede o pendolare, che cambia l'importo;
  • le scadenze, compresa quella per presentare l'ISEE;
  • se la borsa comprende servizi come alloggio o mensa e come viene pagata.

Per situazioni particolari, come redditi prodotti all'estero o un nucleo familiare complesso, è bene chiedere chiarimenti direttamente all'ente che gestisce il bando o a un CAF prima della scadenza.

Domande frequenti

Qual è il limite ISEE per la borsa di studio universitaria 2026/2027?

Il limite massimo nazionale è 28.339,88 euro di ISEE e 61.608,48 euro di ISPE. Le Regioni possono applicare soglie più basse, quindi il valore valido per te è quello scritto nel bando del tuo ente.

Quanto vale la borsa di studio per un fuori sede?

Per il 2026/2027 l'importo minimo per uno studente fuori sede è 7.171,11 euro. I pendolari ricevono almeno 4.190,71 euro e gli studenti in sede almeno 2.890,16 euro.

Si può avere la borsa italiana e la borsa Erasmus insieme?

Il contributo Erasmus+ copre le spese di viaggio e soggiorno del periodo all'estero, mentre la borsa per il diritto allo studio è un aiuto annuale. Le regole su cumulo e integrazioni sono fissate dai bandi dell'ateneo e dell'ente regionale, che vanno controllati prima della partenza.

Uno studente italiano può avere borse in un altro Paese UE?

Sì, ha diritto alle stesse borse che coprono le tasse universitarie riconosciute agli studenti del Paese ospitante. Per le borse di mantenimento decide ogni Stato, ma chi risiede lì da almeno cinque anni le ottiene alle stesse condizioni dei cittadini.

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La redazione di EUgenius racconta l'Unione europea a chi la vive ogni giorno: nuove leggi, fondi, lavoro, studio e viaggi spiegati in modo semplice.

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