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Diritto di recesso: come funziona per gli acquisti online

Come funziona il diritto di recesso per gli acquisti online: 14 giorni, rimborso, spese di restituzione, eccezioni e il pulsante di recesso dal 19 giugno 2026.

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Indice
  1. Cos'è il diritto di recesso e a chi spetta
  2. Quanto dura il diritto di recesso: 14 giorni (e quando diventano di più)
  3. Il pulsante di recesso obbligatorio dal 19 giugno 2026
  4. Come esercitare il diritto di recesso, passo dopo passo
  5. Rimborso, spese di spedizione e uso del prodotto
  6. Quando il diritto di recesso non si applica
  7. Diritto di recesso in negozio: cosa prevede la legge
  8. Domande frequenti

Il diritto di recesso è una delle tutele più utili per chi compra online: permette di annullare un acquisto entro 14 giorni, senza dover spiegare il perché, e di ottenere indietro quanto pagato. Nasce da una direttiva europea, la 2011/83/UE sui diritti dei consumatori, che in Italia è stata recepita nel Codice del consumo. Dal 19 giugno 2026 si è aggiunta una novità concreta: i negozi online devono offrire un vero e proprio pulsante per recedere. Ecco come funziona e quando si applica.

Cos'è il diritto di recesso e a chi spetta

Il recesso è la possibilità, riconosciuta al consumatore, di sciogliere un contratto concluso a distanza (online, per telefono, per corrispondenza) oppure fuori dai locali commerciali, ad esempio durante una vendita porta a porta.

Il diritto vale nei rapporti tra un consumatore e un professionista, cioè un'impresa o un venditore che agisce per lavoro. Come ricorda il portale europeo Your Europe sul recesso e le restituzioni, la regola non si applica ai prodotti comprati da privati: sui marketplace conviene quindi controllare sempre chi è il venditore.

Quanto dura il diritto di recesso: 14 giorni (e quando diventano di più)

Il termine ordinario è di 14 giorni. Per i beni si conta dal giorno della consegna, mentre per i servizi dal giorno in cui è stato concluso il contratto. Se l'ultimo giorno cade in un giorno festivo, la scadenza slitta al primo giorno lavorativo successivo.

Ci sono però due situazioni in cui il periodo si allunga:

  • Visite non richieste ed escursioni commerciali: in Italia, per i contratti conclusi durante una visita a domicilio non richiesta dal consumatore o durante un'escursione organizzata dal venditore per promuovere i propri prodotti, il termine sale a 30 giorni.
  • Informazioni mancanti: se il venditore non spiega al cliente che esiste il diritto di recesso e come esercitarlo, il periodo si estende di 12 mesi oltre i 14 giorni iniziali. Se l'informazione arriva nel corso di quei 12 mesi, il consumatore ha 14 giorni di tempo dal momento in cui la riceve.

Queste regole sono riassunte nella scheda del Ministero delle Imprese e del made in Italy sul diritto di recesso, che richiama gli articoli 52 e 53 del Codice del consumo.

Il pulsante di recesso obbligatorio dal 19 giugno 2026

La direttiva (UE) 2023/2673 ha modificato le regole europee sui contratti a distanza. In Italia è stata recepita con il decreto legislativo 31 dicembre 2025, n. 209, che ha inserito nel Codice del consumo il nuovo articolo 54-bis. Dal 19 giugno 2026 i siti e le app usati per concludere contratti online devono offrire una funzione di recesso ben visibile, con una dicitura come "recedere dal contratto qui" o un'espressione equivalente.

La procedura funziona così:

  1. il consumatore inserisce o conferma il proprio nome, i dati che identificano il contratto (ad esempio il numero d'ordine) e un indirizzo email o un altro recapito elettronico;
  2. il sito chiede di confermare la scelta, con un passaggio pensato per evitare invii per errore;
  3. il venditore deve mandare subito una ricevuta su supporto durevole, di solito via email, con il contenuto della dichiarazione e la data e l'ora in cui è stata ricevuta.

La funzione deve restare disponibile per tutto il periodo in cui si può recedere. Restano comunque valide anche le modalità tradizionali. Una sintesi chiara è nella nota del Centro europeo consumatori ripresa dalla Provincia autonoma di Trento sulle nuove norme UE per gli acquisti online.

Come esercitare il diritto di recesso, passo dopo passo

Per recedere basta una dichiarazione esplicita: si può usare il pulsante sul sito, il modulo tipo che il venditore deve mettere a disposizione oppure una comunicazione scritta, meglio se tracciabile come una PEC o una raccomandata. Non serve indicare un motivo. Per rispettare il termine conta la data in cui la comunicazione viene inviata.

Dopo aver comunicato il recesso, il consumatore deve restituire il bene senza ritardo e comunque entro 14 giorni dalla comunicazione, a meno che il venditore non si sia offerto di ritirarlo. Basta spedire il pacco prima della scadenza.

Rimborso, spese di spedizione e uso del prodotto

Il venditore deve restituire tutti i pagamenti ricevuti, comprese le spese di consegna, entro 14 giorni dal giorno in cui è stato informato del recesso. Di regola il rimborso avviene con lo stesso mezzo di pagamento usato per l'acquisto. Il venditore può però trattenere i soldi finché non riceve il bene o finché il cliente non dimostra di averlo spedito.

Sulle spese ci sono alcune distinzioni importanti:

  • la consegna standard va rimborsata; se il cliente aveva scelto una spedizione più costosa, la differenza resta a suo carico;
  • il costo diretto della restituzione è a carico del consumatore, ma solo se era stato avvisato prima dell'acquisto; se il venditore non lo ha indicato, o si è offerto di pagarlo, il cliente non deve nulla.

Il prodotto può essere aperto e maneggiato quanto serve per capirne natura, caratteristiche e funzionamento. Se lo si usa oltre questo limite, il venditore può chiedere un indennizzo per la perdita di valore. Questo indennizzo non è mai dovuto se il venditore non aveva informato il cliente del diritto di recesso.

SituazioneTermine o regolaCosa sapere
Acquisto online di un bene14 giorni dalla consegnaNessun motivo da indicare
Contratto di servizi a distanza14 giorni dalla conclusioneSe il servizio parte subito su richiesta, si paga la parte fornita
Visita a domicilio non richiesta30 giorniRegola italiana per vendite porta a porta ed escursioni
Nessuna informazione sul recesso14 giorni più 12 mesiIl cliente non risponde della perdita di valore
Restituzione del beneEntro 14 giorni dal recessoConta la data di spedizione
Rimborso del venditoreEntro 14 giorni dal recessoComprese le spese di consegna standard

Quando il diritto di recesso non si applica

Il recesso non spetta, tra l'altro, per:

  • beni che si deteriorano o scadono rapidamente;
  • prodotti confezionati su misura o chiaramente personalizzati;
  • registrazioni audio o video e software sigillati, se il sigillo è stato aperto;
  • contenuti digitali non forniti su supporto materiale, quando il download o lo streaming è iniziato con il consenso espresso del cliente;
  • servizi legati a una data precisa, come biglietti aerei e ferroviari, concerti, alberghi e noleggi auto;
  • beni con un prezzo legato alle oscillazioni dei mercati, come il gasolio per il riscaldamento;
  • riparazioni e manutenzioni urgenti chieste dal consumatore.

In Italia sono esclusi anche i contratti conclusi fuori dai locali commerciali per importi fino a 50 euro.

Diritto di recesso in negozio: cosa prevede la legge

Per gli acquisti fatti in un negozio fisico la legge non prevede alcun diritto di recesso: chi cambia idea dopo aver comprato al banco non può pretendere il rimborso. Il negoziante può però concedere volontariamente il cambio o la restituzione, ad esempio con una politica "soddisfatti o rimborsati": in quel caso valgono le condizioni che ha indicato lui.

Diverso è il caso del prodotto difettoso. Qui entra in gioco la garanzia legale di conformità, che copre i difetti per due anni dalla consegna e vale sia online sia in negozio.

Le indicazioni di questa guida hanno carattere generale. Per un caso concreto conviene rivolgersi a un'associazione dei consumatori o, se il venditore ha sede in un altro Paese dell'UE, al Centro europeo consumatori.

Domande frequenti

Devo restituire il prodotto nella confezione originale?

La legge chiede di non usare il bene oltre quanto serve a provarlo. Restituire anche l'imballaggio aiuta a dimostrare che il prodotto è stato solo maneggiato.

Cosa succede se il venditore non mi rimborsa entro 14 giorni?

Il ritardo è contrario alla legge, salvo il caso in cui il venditore aspetti di ricevere il bene o la prova della spedizione. Conviene inviare un sollecito scritto e, se non basta, chiedere aiuto a un'associazione dei consumatori.

Il pulsante di recesso è obbligatorio per tutti i siti?

Riguarda i contratti a distanza conclusi tramite un'interfaccia online, cioè siti web e app. Non si applica, ad esempio, alle vendite per telefono o porta a porta, per le quali restano le modalità tradizionali.

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La redazione di EUgenius racconta l'Unione europea a chi la vive ogni giorno: nuove leggi, fondi, lavoro, studio e viaggi spiegati in modo semplice.

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